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Trekking sulla salaria
:
il FAI organizza un trekking il 24 e 25 marzo 2007 per scoprire una zona poco conosciuta di Torricella in Sabina (Rieti)

Speciale Ecuador: di Tania Belli

Il quadro di Picasso:
un contributo di Andrea Strambi sul quadro Guernica di Picasso
Passi nel dolore:
una Poesia di Tania Belli a seguito del viaggio fatto ad Auschwitz nel marzo 2005
A vent'anni dal disastro:
un articolo sul disastro di Chernobyl di Fausto Mariani

 Ultimo Aggiornamento:
03 febbraio 2008

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Trekking sulla Salaria, 24 e 25 marzo 2007


articolo e foto di Tania Belli

21 gennaio 2007



Finalmente gli occhi del turismo italiano si sono girati a curiosare nel profondo scrigno della Sabina.

In occasione del rinnovarsi, per la 15° volta dalla sua prima comparsa sulla scena tricolore, della giornata di primavera del F.A.I., infatti, nel copione datato 2007 a recitarne un ruolo da protagonista è stata scritturata proprio la Sabina.

Quella terra, cioè, sulla quale troppo spesso incombe l’ombra del disconoscimento e della colpevole trascuratezza di addetti ai lavori e politici nostrani (quelli reatini in prima linea). Un plauso, pertanto, deve essere rivolto a colore i quali si sono accorti come, sotto la polvere accumulatasi con il vano trascorrere degli anni, si celi anche la sopraffina archeologia “made in Sabina”, coronata, come raramente avviene altrove, da un paesaggio mozzafiato.

Quella natura pitturata da un verde intenso e contraddistinta da un vigore quasi selvaggio, in cui dimora una flora secolare, addirittura da primato, come accade con il leccio più grande d’Europa.

Queste stesse imponenti piante e l’identico verde sgargiante che, il prossimo week end, faranno da scenografia al trekking attraverso cui le guide messe a disposizione dal C.A.I. introdurranno i turisti in un suggestivo spicchio di storia romana, avvolto dal fascino della vegetazione di Torricella in Sabina.

Torricella in Sabina: eccoci dunque arrivati proprio alla meta del viaggio a ritroso nel tempo che, mediante un’abile manovra di riscoperta e valorizzazione artistico-naturalista, i volontari del FAI, in collaborazione con la XX Comunità Montana dei Monti Sabini, la locale amministrazione comunale e gli alpini reatini, ci aiuteranno ad intraprendere questo fine settimana.

Un tour, in bilico tra cultura ed ecologia, che farà rivivere la memoria dell’antica via del sale, l’imprescindibile arteria viaria mediante la quale, dalla costa Adriatica (per l’esattezza da Castrum Truentinum, attuale Alba Adriatica), il sale poteva giungere sulle tavole di Roma, dopo aver compiuto un comodo tragitto di circa 138 miglia.

Logicamente questo sabato e domenica in compagnia del FAI non saranno ripercorse tutte le 138 miglia che, tra il 16 e l’11 a.c., l’imperatore Augusto fece tracciare, recuperandole dal preesistente selciato della via “Calatina-Quinctia”, bensì unicamente quelle ancora esistenti nel Comune di Torricella e frutto della successiva ristrutturazione operata dall’imperatore reatino Flavio Vespasiano negli anni 70 d.c. Cosicché, presentandosi allo stand allestito dal FAI al bivio d’entrata al paese (ovvero giusto di fronte al bar-tabaccheria Vagnoni), con almeno 30 minuti di anticipo rispetto all’orario di start del trekking (precisamente le 10 e le 15), si avrà la possibilità di calpestarne le 3 miglia (corrispondenti ai nostri 6 km), che ne segnavano il territorio di Torricella e che ancora oggi lo impreziosiscono.

Perciò, saliti sulla navetta messa a disposizione dalla XX Comunità Montana, ci si recherà in località “Costu Ciecu”, dove, una volta scesi, a piedi ci si inoltrerà a ritroso nella storia, rimanendovi per circa 3 ore; cioè, si discenderà lungo il colle Carnevale, per poi costeggiare località Cisterna, dopo aver guadato il Fosso dei Cerri ed aver osservato i resti degli enormi massi squadrati che costituivano la pavimentazione della carreggiata, i famosi “sassoni”. Qui, prima di proseguire verso nord, in Vallata di Santa Felicita, per risalire a Colonnetta (luogo che deve il suo nome alla presenza della colonna miliare del 40° miglio) ed incrociare la s.p. Vecchia Salaria, fiancheggiandola sino a via del Colle Gà, si potrà ammirare la sovrastante rocca medioevale di Ornaro Alto e conoscere quanto ancora rimane della stazione di posta dell’Osteriola e dei remoti insediamenti urbani rinvenuti nei pressi. La chicca dell’intera camminata, comunque, ne sorprenderà i partecipanti proprio nel suo ultimo e conclusivo segmento, quello che va dall’ingresso all’abitato di Ornaro Basso al ponte del Diavolo, il vero protagonista della 15^ giornata FAI torricellana, con le sue 4 fila di blocchi calcarei sovrapposti a secco, la sua arcata a tutto sesto di 3,60 m. di diametro e 6,20 di profondità, i suoi 63 m. di lunghezza e 6,10 di larghezza per una altezza totale di 5,50 metri….un vero piccolo-colosso dell’archeologia

L’unico rammarico della escursione che attende i visitatori il 24 e 25 marzo, sarà che, in alcuni punti del tracciato, essi si vedranno costretti a tapparsi gli occhi per non dover ammirare il vergognoso spettacolo di rifiuti a cielo aperto che, l’irresponsabile inciviltà del solito maleducato di turno, vi ha messo in scena. Ciò vorrà dire che essi proveranno a stemperare le amarezze della vista, con il piacere del palato, rifacendosi con il menù che i 7 ristoranti presenti nella zona si sono impegnati a servire al prezzo fisso di 15 euro. Il resto lo faranno poi l’assistenza della protezione civile (fornita pure di ambulanza) e degli organizzatori.


Tanto di cappello, quindi, ai rappresentanti della delegazione reatina del Fondo Italiano per Ambiente, i quali, dalla loro sede di via dei Salici n°46/a di Rieti, hanno saputo ben guardarsi intorno, giungendo a recuperare dall’oblio di un incomprensibile dimenticatoio, alcuni inestimabili frammenti di passato. Peraltro, proprio del periodo del nostro passato di maggior prestigio e risonanza, la folgorante epopea di Roma Antica, ma senza tramutarlo in una attrazione di massa. E per giunta, l’anno che viene, intendono ampliare la “storica” visita a tutto l’itinerario della ex salaria che ricade in Sabina….proprio una bella sfida!

Per maggiori informazioni è possibile contattare il recapito telefonico 347-5241844, oppure scrivere all’indirizzo e-mail “fairieti AT yahoo.it”

Tania Belli, autrice del libro "31 giorni in Ecuador giusto il tempo per lasciarsi graffiare l’anima" di Fabio Croce Editore


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